Quando una lesione grave segna in modo permanente la vita di una persona, il danno non è soltanto fisico. Alle conseguenze sulla salute possono aggiungersi costi destinati a protrarsi nel tempo: visite specialistiche, terapie riabilitative, dispositivi medici, assistenza domiciliare e altri trattamenti necessari per garantire alla persona la migliore qualità di vita possibile.
Il risarcimento delle spese future di cura e assistenza rappresenta uno degli aspetti più delicati della valutazione e risarcimento del danno. Si tratta, infatti, di costi che il danneggiato dovrà sostenere nel tempo e che, proprio per questo, non possono essere dimostrati attraverso la produzione di ricevute relative a spese che ancora non sono state effettuate. La loro valutazione e il modo di dimostrarne la necessità hanno spesso creato incertezze.
Con l’ordinanza n. 20728/2026, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio importante: quando, a seguito di una lesione permanente, sia ragionevolmente certa la futura necessità di cure, trattamenti o assistenza, il relativo danno patrimoniale futuro può essere riconosciuto e liquidato anche prima che le singole spese siano state effettivamente sostenute.
La liquidazione può avvenire attraverso diversi criteri, tra cui la capitalizzazione del danno futuro, che consente, nei casi in cui ne ricorrano i presupposti, di ottenere il relativo importo in un’unica soluzione.
Il contenuto della nuova ordinanza
La pronuncia assume particolare rilievo per le persone che, a causa di una grave invalidità permanente, avranno bisogno di cure o assistenza per un periodo prolungato o per tutta la vita.
Il principio affermato dalla Cassazione è che, per le spese future, non è necessario attendere che il danneggiato anticipi personalmente i costi e produca, negli anni, la documentazione relativa a ogni singolo pagamento.
La liquidazione anticipata non costituisce un automatismo e non significa che ogni persona con invalidità permanente abbia automaticamente diritto a ricevere in un’unica soluzione tutte le future spese di cura e assistenza. Ciò che deve essere dimostrato è, la ragionevole certezza della necessità futura delle prestazioni e, conseguentemente, delle spese che dovranno essere sostenute.
La quantificazione deve quindi tenere conto delle specifiche condizioni della persona, delle sue esigenze di cura e assistenza, della prevedibile durata delle prestazioni e dei relativi costi.
La liquidazione anticipata può consentire al danneggiato di:
- disporre delle risorse economiche necessarie per affrontare le cure future;
- evitare di dover anticipare con il proprio patrimonio costi spesso molto elevati;
- programmare con maggiore sicurezza le terapie e l’assistenza necessarie;
- ottenere una tutela risarcitoria coerente con le conseguenze permanenti della lesione.
Una tutela che guarda anche al futuro
L’ordinanza n. 20728/2026 sottolinea che la tutela del danneggiato non può limitarsi alle conseguenze economiche già manifestatesi, ma deve considerare anche quelle che, con ragionevole certezza, continueranno a prodursi nel futuro, riconoscendo che il risarcimento per le cure future è un mezzo concreto per garantire parità di trattamento ed equità, evitando che l’accesso alle cure dipenda dalla loro disponibilità economica.





