Trattamenti di Famiglia per Invalidità, un aiuto reale.

Assegno di Vedovanza e Assegno per Coniuge Invalido a Carico

Il trattamento di famiglia è un sostegno economico gestito dall’INPS, pensato per aiutare i nuclei familiari in difficoltà. Nato in sostituzione degli ex ANF per i pensionati (D.Lgs. 13 marzo 1988 n. 69, convertito in L. 153/1988), oggi ha visto parte delle sue funzioni assorbite dall’Assegno Unico Universale, entrato in vigore il 1° marzo 2022 per i figli a carico.

Quando nel nucleo familiare è presente un coniuge invalido o si vive una condizione di vedovanza, esistono due strumenti poco conosciuti ma fondamentali: l’Assegno di Vedovanza e l’Assegno per Coniuge a Carico.

Assegno di Vedovanza

È una maggiorazione mensile che integra la pensione ai superstiti, destinata ai vedovi che, per infermità fisica o mentale, sono inabili al lavoro stabile e permanente.
Requisiti principali:

  • Essere vedovo/a titolare di pensione derivante da lavoro dipendente;
  • Essere riconosciuti inabili al proficuo lavoro;
  • Rientrare nei limiti di reddito fissati da INPS.

Importante: la rendita INAIL non equivale automaticamente a invalidità totale e permanente. Può essere considerata nel calcolo del reddito e ridurre o escludere il diritto all’assegno, ma solo a fini fiscali. Pur non essendo soggetta a IRPEF, incide sul reddito complessivo valutato da INPS.

Dal 2025, gli importi sono:

  • € 52,91 per redditi fino a € 33.274,22;
  • € 19,59 per redditi tra € 33.274,22 e € 37.325,55.

Non spetta se la pensione deriva da gestioni autonome (artigiani, commercianti, ecc.). La domanda non è automatica: va presentata a INPS, anche insieme alla pensione di reversibilità, e gli arretrati sono riconosciuti per massimo 5 anni.

Assegno per Coniuge a Carico

Riguarda i pensionati con pensione contributiva diretta da lavoro dipendente, il cui coniuge sia fiscalmente a carico.
Requisiti:

  • Il coniuge non deve superare i limiti di reddito fissati da INPS;
  • Il reddito familiare deve rientrare nei parametri aggiornati annualmente.

Questa integrazione si rinnova ogni anno tramite Dichiarazione Reddituale e cessa in caso di decesso del coniuge o superamento delle soglie di reddito.

Attenzione ai dettagli

Molti non conoscono questi diritti, soprattutto in momenti delicati come il lutto o la gestione di un coniuge invalido. È essenziale:

  • Conoscere requisiti e limiti;
  • Ricordare che nessuna prestazione è automatica;
  • Aggiornare ogni anno la propria posizione;
  • Farsi assistere da un Patronato per evitare errori.

Inv.Ita è al fianco dei cittadini per tutelare i loro diritti, con professionalità e attenzione alla persona.

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