Riforma Disabilità – Al via sperimentazione in altre 40 provincie

Dal 1° marzo 2026, la sperimentazione della Riforma della Disabilità si estende a 40 nuove province, compresa Milano. Non è un semplice aggiornamento burocratico: cambia il modo in cui viene avviato e gestito l’accertamento, cambia il linguaggio, e soprattutto cambia l’approccio alla persona.

Per chi deve presentare domanda, per le famiglie che stanno seguendo un percorso di invalidità:
capire subito le nuove regole per evitare errori, ritardi o documenti presentati nel modo sbagliato.

Con il decreto legislativo n. 62 del 3 maggio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prende forma la prima fase della cosiddetta “Riforma della disabilità”. Un intervento normativo atteso, frutto della legge delega 227/2021, e inserito nel quadro del PNRR il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza concordato con l’Unione Europea.

L’obiettivo dichiarato è semplificare l’accertamento e introdurre una valutazione più completa della persona, orientata anche al Progetto di vita.

Perché questa riforma è importante

La novità più forte non è solo tecnica: è culturale.

La riforma aggiorna la definizione di disabilità in linea con la Convenzione ONU e sposta l’attenzione dalla sola “menomazione” alla relazione tra compromissioni e barriere che ostacolano la partecipazione alla vita sociale. In altre parole, non guarda solo la patologia, ma anche come la persona vive concretamente nei diversi contesti.

Anche il linguaggio cambia in modo netto, con termini più rispettosi e più precisi. Ad esempio, vengono superate espressioni come “handicap” o “portatore di handicap” a favore di “persona con disabilità”.

Le principali novità da conoscere

1) Nuova valutazione: non solo invalidità, ma anche bisogni di sostegno

La riforma introduce una classificazione più articolata, con quattro livelli di necessità di sostegno (lieve, medio, elevato, molto elevato), superando la vecchia logica più rigida del “con/senza gravità”. Questo permette una lettura più aderente alla situazione reale della persona.

2) Due fasi di valutazione

Il riconoscimento passa attraverso due livelli:

  • valutazione di base (per accedere a benefici e prestazioni);
  • valutazione multidimensionale (per costruire il Progetto di vita personalizzato).

Questa distinzione è centrale: la riforma non si limita all’accertamento sanitario, ma prova a collegare salute, autonomia, inclusione sociale e supporti necessari.

3) Ruolo dell’INPS e nuovo iter nelle province sperimentali

Nelle province coinvolte nella sperimentazione, l’INPS indica che il nuovo iter può essere avviato solo da cittadini residenti o domiciliati nelle province interessate, rivolgendosi a un medico certificatore iscritto alla piattaforma INPS.

4) Certificato unico e documentazione sanitaria

Nel nuovo Iter, al termine della valutazione di base, l’INPS rilascia un certificato unico che sostituisce i precedenti verbali e raccoglie gli elementi rilevanti emersi nel procedimento. Inoltre, è previsto l’utilizzo del WHODAS, uno strumento strutturato per la valutazione della condizione di disabilità.

Un passaggio graduale, ma con una data chiara

L’INPS chiarisce che la riforma è ancora in fase sperimentale, ma il percorso è già tracciato: l’entrata in vigore su tutto il territorio nazionale è prevista dal 1° gennaio 2027. Questo rende il 2026 un anno chiave per prepararsi, soprattutto nelle province appena entrate nella sperimentazione come Milano.

Non sbagliare strada! – INV.ITA. ti orienta ♡ 

dal 1° marzo 2026 il nuovo sistema entra nella quotidianità di cittadini, medici certificatori, patronati e professionisti che assistono le famiglie.

In pratica, chi deve avviare un percorso di riconoscimento della disabilità dovrà prestare attenzione a:

  • canale corretto di avvio della pratica;
  • certificazione medica introduttiva secondo il nuovo flusso;
  • tempistiche e caricamento della documentazione;
  • eventuale invio dei dati socio-economici per le prestazioni economiche, anche tramite patronato.

INV.ITA. : al tuo fianco nella Riforma Disabilità, passo dopo passo

Per chi vive in provincia di Milano, il punto non è solo sapere che la Riforma parte, ma capire come muoversi subito: quale procedura seguire, quali documenti preparare e come evitare errori in una fase di transizione.

Perché quando cambiano le regole, avere informazioni chiare non è un dettaglio: può fare la differenza tra una pratica che va avanti e una che si blocca.

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Province della Riforma Disabilità

Data di avvioProvince / territori coinvolti
Dal 1 marzo 2026Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia, Verona
Dal 30 settembre 2025Alessandria, Lecce, Genova, Isernia, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, Provincia autonoma di Trento, Aosta
Dal 1 gennaio 2025Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste

Le informazioni contenute nella presente sezione sono fornite a titolo puramente informativo e non esaustivo.