Aggiornamento sulla riforma disabilità: INPS DIVENTA L’UNICO ACCERTATORE

Sappiamo che dal 1 marzo è entrata in vigore una novità rivoluzionaria per le persone con disabilità in Italia. Se pensate di aver già letto tutto sulla riforma della disabilità, avete letto solo metà della storia. Perché ciò che realmente trasforma l’esperienza quotidiana di migliaia di persone con disabilità non è tanto cosa si riceve, ma chi e come valida il diritto.

Il cambiamento più profondo parte già dal 1° gennaio 2026, in cuil’INPS diventa il fulcro decisionale unico, l’unico accertatore della disabilità in Italia.

Questa è la novità più importante della Riforma della Disabilità (D. Lgs. 62/2024)

Mentre in passato le ASL si occupavano  delle valutazioni insieme a commissioni mediche multiple,

ora l’INPS ha il ruolo esclusivo con una valutazione di base unitaria. Un cambiamento epocale che semplifica la burocrazia e riduce i tempi di attesa e di riconoscimento dei diritti. 

Scopriamo insieme cosa cambia concretamente e perché è fondamentale esserne a conoscenza.

Per chi deve presentare domanda di invalidità oggi, dovrà prestare attenzione a questi 4 punti fondamentali:

CHI VALUTA: INPS ESCLUSIVO

INPS esclusivo valuterà direttamente con un unico procedimento accertativo che comprende tutti gli accertamenti.

La Valutazione riguarderà  il Modello bio-psico-sociale:

una valutazione multidimensionale, considerando tutti gli accertamenti come:

invalidità civile, cecità, sordità, agevolazioni fiscali, mobilità, assistenza protesica e riabilitativa. 

Non si valuta più quindi solo la patologia, ma come la disabilità limita l’autonomia e la vita sociale della persona. 

Questo approccio cambia radicalmente il modo di riconoscere i diritti:

conta non solo la malattia, ma le difficoltà concrete che incontra una persona nella sua quotidianità.

PER LE VISITE: UN’UNICA VISITA

Ci sarà un’ unica visita collegiale INPS, invece di multiple visite ripetute presso diverse commissioni.  

Fino a 1 settimana prima della visita si potrà inviare ulteriore documentazione medica/sociale da strutture pubbliche o private accreditate.

Questa possibilità rappresenta un importante vantaggio pratico:

se gli esami vengono conclusi poco prima della data fissata, o se il medico di base aggiorna la certificazione, è possibile completare il dossier senza dover rimandare la visita o richiedere una nuova convocazione.

PER L’INVIO DELLA DOMANDA: UNA SEMPLIFICAZIONE RADICALE

Basterà il certificato medico introduttivo inviato dal medico.

Le provvidenze decorrono dal mese successivo alla trasmissione del certificato medico introduttivo.

Con la nuova procedura, per l’invio del certificato sarà necessario allegare i documenti di identità personali validi, quali: carta d’identità, la tessera sanitaria e, per i cittadini extracomunitari, il permesso di soggiorno.

Senza di essi non sarà possibile procedere all’invio del certificato, inoltre, dopo la trasmissione del certificato firmato dal medico certificatore, potrà essere inviato esclusivamente un certificato integrativo (procedura in via di rilascio).

Niente più moduli amministrativi separati da compilare all’INPS.

Il certificato del medico attiva automaticamente tutto il procedimento. Tuttavia, è fondamentale inviare in tempi utili i dati socio-economici, altrimenti si rischia di ritardare l’erogazione delle prestazioni economiche.

I TEMPI DI ATTESA: FINALMENTE TEMPI CERTI

La durata massima del procedimento sarà di 90 giorni standard, salvo i minori che hanno un tempo di massimo 30 giorni e di 15 giorni per chi soffre di patologie oncologiche. 

Questi non sono obiettivi generici:

sono tempistiche massime previste per la definizione della valutazione di base.

VERIFICA SEMPRE LA TUA PROVINCIA:

se rientri nelle 49 province della sperimentazione, sei già nel nuovo sistema.

Data di avvioProvince coinvolte
1° gennaio 2025Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, TriestePrima fase della sperimentazione. 
30 settembre 2025Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, VicenzaEstensione successiva della sperimentazione. 
1° marzo 2026Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Torino, Venezia, Milano, Cagliari, Messina, Ancona, Terni, Bergamo, Como, Mantova.
Terza fase sperimentale.