DOMANDE DI INVALIDITA’ CROLLATE del 13,1%:  a rischio più di 25.000 domande annue in meno

La riforma della disabilità avviata in sperimentazione nel gennaio 2025 sta producendo effetti preoccupanti: nelle nove province interessate della prima fase, le domande di invalidità e inabilità previdenziale sono calate del 13,1% tra il 2024 e il 2025, vero ostacolo ai diritti di migliaia di persone fragili.

Per le prime 9 province che hanno avviato la sperimentazione nella prima fase, le richieste sono passate da 20.578 a 17.881. 

I dati parlano chiaro:

Le domande previdenziali di invalidità/inabilità sono calate del 13,1%

Domande accolte – 12,1% 

Pratiche definite – 12,9%

Le province non coinvolte nella prima fase della sperimentazione hanno riscontrato invece un aumento di richieste del +1% ma si è abbassato il dato di accoglimento delle domande al -2,8% e delle pratiche definite al – 1,9%

Applicando il calo del 13,1% a livello nazionale:

Domande annue attuali: 194.251

Riduzione potenziale: 25.447 domande annue in meno.

Il caso più grave lo troviamo a Brescia, che è stata tra le prime città in Italia ad avviare la sperimentazione della nuova riforma della disabilità.

  • Domande pervenute -17%
  • Pratiche definite -26,2%
  • Domande accolte – 34,8%

Le nuove procedure con la nuova riforma creano un “imbuto” che scoraggia la presentazione delle domande per via di una serie di fattori:

  • Procedure digitali complesse affidate ai medici certificatori
  • Irrigidimento dei passaggi burocratici
  • Carenza di personale e commissioni INPS
  • Medici di medicina legale insufficienti
  • Costi elevati dei certificati introduttivi

Quello che più influenza tra questi fattori sono i medici di base che si rifiutano di fare i certificati medici per via della complessità dell’operazione. I medici di base per poter fare i certificati devono aver richiesto e ottenuto il PIN specifico INPS per le certificazioni di invalidità, registrandosi come medico certificatore.

Mentre prima il paziente presentava la domanda amministrativa tramite patronato, e il medico faceva solo il certificato, ora il medico certificatore avvia l’intero procedimento telematico. Esso diventa il “perno” del nuovo processo INPS, con responsabilità clinica e procedurale e molti non sono disposti a prendersi questa responsabilità, o chi decide di farlo, lo fa ad un prezzo molto elevato.

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