Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2024 ed entrato in vigore il 30 giugno 2024, il Decreto Legislativo n. 62 inaugura una profonda trasformazione del sistema italiano di accertamento della disabilità e di supporto agli anziani non autosufficienti. Adotta standard internazionali, introduce uffici unici di accesso e dà centralità alla persona con un progetto di vita personalizzato.
Il cuore operativo della riforma è l’introduzione di un unico procedimento nazionale, gestito dall’INPS, per il riconoscimento delle condizioni di disabilità, invalidità civile, cecità, sordità, disabilità scolastica, inserimento lavorativo, non autosufficienza e disabilità gravissima.
Vediamo cosa cambia nel dettaglio: come funzionerà la nuova invalidità civile, chi sono gli anziani destinatari della riforma, quali sono gli strumenti attivati , e perché tutto ruota intorno a un’idea radicale ma necessaria: il progetto di vita.
TEMPI E FASE DI TRANSIZIONE
| Sperimentale | 1/1/2025 – 31/12/2026 | Avvio UVB sperimentali, completamento certificati introduttivi, monitoraggio dati, formazione operatori – In 9 province campione: Palermo, Udine, Ancona, Brescia, e altre 5 in via di definizione. |
| Estensione | Dal 1/1/2027 | Piena applicazione nazionale, valutazione base completa INPS, progetti di vita e interventi su tutto il territorio |
Obiettivi:
-Validare strumenti valutativi basati su ICF.
Cos’è l’International Classification of Functioning (ICF)?
Non classifica le malattie, ma le condizioni di funzionamento, con codici che descrivono: funzioni corporee (es. Vista, mobilità, linguaggio); attività e partecipazione (es. comunicare, lavorare, vivere relazioni) e fattori ambientali (es. barriere architettoniche , rete sociale, supporti tecnici etc.)
Quindi valuta come funziona davvero una persona nella vita quotidiana, considerando corpo, mente, relazioni e ambiente. Non solo la diagnosi medica;
-Rafforzare la domiciliarità come alternativa concreta alla residenzialità;
-Costruire una rete tra INPS, Comuni, ASL e Terzo Settore;
-Valutare e intercettare tempestivamente i bisogni gravissimi.
PUNTI UNICI DI ACCESSO (PUA)
Il decreto istituisce i PUA, ovvero sportelli unificati dove ogni cittadino potrà presentare una sola domanda, valida per tutti i bisogni socio-sanitari connessi alla disabilità.
L’INVALIDITÀ CIVILE: IL NUOVO PROCESSO UNIFICATO
1- Presentazione dell’istanza
Il medico certificatore (MMG, pediatra, specialisti SSN, medici convenzionati) compila un certificato introduttivo contenente: dati identificativi, diagnosi ICD, storia clinica e prognosi.
Il certificato viene trasmesso telematicamente all’INPS e caricato automaticamente nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) .
2- Valutazione di base
Gestita dall’INPS, tramite l’Unità di Valutazione di Base (UVB), organo collegiale con: 2 medici, un esperto psicologo/sociale, rappresentanti del Terzo Settore, coordinati da un medico legale INPS.
Durante la visita si somministra il questionario WHODAS per valutare l’effetto della disabilità sulla vita quotidiana . L’UVB funge da Punto Unico di Accesso (PUA) per ogni domanda legata alla disabilità.
| Tempistiche previste | 90 giorni per iter standard; 15 giorni per pazienti oncologici; 30 giorni per minori. |
3- Certificato polifunzione
Sostituisce tutte le vecchie certificazioni: invalidità civile, cecità, sordità, disabilità scolastica, lavoro, non autosufficienza, disabilità gravissima. Inserito nel FSE e trasmesso ai servizi sociali comunali.
PROGETTO DI VITA MULTIDIMENSIONALE
L’obiettivo è accompagnare la persona nel suo ambiente naturale, all’interno di un progetto monitorato e sostenuto, contrastando isolamento e istituzionalizzazione.
Se emergono bisogni complessi, l’Art. 15 assicura informativa e avvio di una Valutazione Multidimensionale per co-costruire un progetto di vita individuale, partecipato.
Art. 15: Sancisce chiaramente il che il progetto di vita non è un opzione marginale ma un diritto della persona con disabilità: iter semplificato e accessibile, riconoscimento procedurale formale poichè l’invio dall’UVB vale come istanza formale e obbligo informativo capillare.
L’art. 15 ordina che l’avvio del progetto di vita sia un percorso consapevole, informato e realmente accessibile, non solo una possibilià passiva. Si tratta di una tappa fondamentale verso un sistema dove la persona è al centro, una nuova prospettiva che il decreto intende consolidare.
GLI ANZIANI OVER 65/80 E LA NON AUTOSUFFICIENZA
Definito all’art. 27 (Legge 29/2024):
| Fascia di età | Definizione normativa | Esito previsto |
| 65 anni compiuti | Persona anziana (Art. 27) | Accesso a percorsi di valutazione e presa in carico socio-sanitaria. |
| 80 anni compiuti | Fascia avanzata della popolazione anziana | Priorità nei percorsi di presa in carico e valutazioni funzionali. |
| 65+ con gravi limitazioni | Potenziale non autosufficienza (Art. 27, comma 11) | Attivazione automatica per indennità di accompagnamento tramite UVB e INPS. |
BENEFICI ECONOMICI E ASSISTENZIALI: ART. 36, COMM. 2 E 4
L’Art. 36 del decreto censisce beneficiari e criteri per: analisi stato socio‑economico e patrimoniale, presenza di bisogno assistenziale gravissimo, sostegno economico (non tassabile e non pignorabile), servizi integrativi e monitoraggio periodico.
MONITORAGGIO, TEMPI E CRITICITÀ OPERATIVE
Punti di forza: L’INPS ha strutturato un sistema di monitoraggio per valutare: quantità e qualità dei certificati introduttivi, compilazione WHODAS (questionario standard dell’OMS per misurare il livello di disabilità di una persona basandosi sul funzionamento reale nella vita quotidiana, non sulla dianosi), tempi di gestione delle istanze, dati socio-economici dagli interessati.
Le principali criticità rilevate: carenza di personale medico e amministrativo nelle UVB sperimentali, che mette a rischio i tempi e la qualità delle valutazioni ; mancanza di infrastrutture e strumenti digitali adeguati; lacune normative (mancanza di regolamenti attuativi entro novembre 2024, poi posticipati al 2026); bisogni formativi per medici certificatori (uso ICD/WHODAS, piattaforme).
| Voce | Dettagli |
| Dati monitorati | Certificati introduttivi, tempi di gestione delle istanze, esiti delle valutazioni, WHODAS, dati socio-economici raccolti. |
| Attori coinvolti | INPS, UVB, medici certificatori, patronati, associazioni di tutela e supporto. |
| Strumenti utilizzati | Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), classificazioni ICF/ICD, questionario WHODAS, piattaforme INPS. |
| Criticità principali | Carenza di personale medico/amministrativo, strumenti informatici inadeguati, ritardi nei regolamenti attuativi, bisogno di formazione specifica. |
Il periodo sperimentale (2025–2026) è pensato per raccogliere dati, misurare criticità e affinare strumenti prima dell’estensione nazionale (2027)
IL RUOLO OPERATIVO DEL MEDICO, DELLE ASSOCIAZIONI E DEI PATRONATI
-Medici certificatori: compilano dati, caricano FSE e scelgono elezione di domicilio (anche presso patronati o associazioni) .
-Associazioni/Patronati: fungono da supporto, accolgono domicilio, assistono i cittadini nella compilazione e nella logistica dell’iter.
-INPS e ASL: devono avviare formazione, convenzioni e progetti territoriali coordinati dai capi centrali, così da rispondere in modo uniforme in tutto lo Stato ().
AIUTO REALISTICO:
Per la disabilità:
- Superamento della frammentazione burocratica;
- Un solo punto di accesso, una sola domanda, una sola valutazione;
- Uso di strumenti internazionali validati (ICF/ICD/WHO-DAS);
- Diritti riconosciuti attraverso un progetto personalizzato, non una soglia numerica.
Per gli anziani:
- Ridefinizione anagrafica e funzionale delle condizioni;
- Semplificazione della presa in carico per chi ha gravi perdite funzionali;
- Rafforzamento dell’assistenza domiciliare;
Riconoscimento automatico dell’accompagnamento nei casi certificati da UVB
Conclusione
Il D.Lgs. 62/2024 rappresenta un cambio di paradigma: da burocrazia a cura della persona, da dati tecnici a progetto di vita, da procedura a rete territoriale integrata.
Le sfide emergono: mancanza di personale, ritardi nei regolamenti, infrastrutture digitali incomplete. Ma c’è già la struttura per la rivoluzione: monitoraggio, dati, formazione e una visione di inclusione reale.
Non si valuta più solo la menomazione: si osserva il contesto, si ascolta la persona, si ragiona in termini di funzionamento, bisogni, risorse, dignità.
Non si distribuiscono solo sussidi, ma si costruiscono progetti di vita reali, in cui la persona non è un numero, ma un soggetto attivo e noi di Inv.Ita siamo al vostro fianco.
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