A seguito delle pronunce del Consiglio di Stato e dei successivi interventi normativi, le prestazioni assistenziali e indennitarie riconosciute in relazione alla condizione di disabilità non vengono considerate tra i redditi rilevanti ai fini del calcolo dell’ISEE.
In passato, il sistema di calcolo dell’ISEE prevedeva invece l’inclusione di alcune prestazioni assistenziali, previdenziali e indennitarie legate alla disabilità. Questa impostazione poteva determinare un aumento dell’indicatore economico proprio per le persone che ricevevano prestazioni destinate a compensare, almeno in parte, i maggiori bisogni e i maggiori costi derivanti dalla disabilità.
La modifica ha quindi assunto particolare importanza per le persone con disabilità e per le loro famiglie: prestazioni come l’indennità di accompagnamento non vengono considerate come reddito rilevante ai fini ISEE, evitando che il sostegno economico destinato a fronteggiare i maggiori bisogni connessi alla disabilità incida sul valore dell’indicatore nello stesso modo di un normale reddito da lavoro o di una pensione.
È comunque importante distinguere tra le diverse prestazioni: non tutte le somme percepite da una persona con invalidità o disabilità sono automaticamente escluse dall’ISEE. Occorre verificare la natura e la specifica disciplina della prestazione ricevuta.
Se è una prestazione assistenziale/indennitaria per la disabilità (ind. di accompagnamento) → di regola non entra nell’ISEE.
Se è una prestazione previdenziale derivante dai contributi versati (assegno ordinario) → generalmente entra nell’ISEE, come le altre pensioni.
PERCHÉ È IMPORTANTE FARE L’ISEE?
L’ISEE è uno strumento importante per verificare la situazione economica del nucleo familiare e, in base alle regole previste per ciascuna misura, può essere necessario per accedere a prestazioni sociali, sociosanitarie e agevolazioni oppure per determinare la quota di compartecipazione alla spesa.
Questo è particolarmente importante per le persone con disabilità e per le loro famiglie, che spesso devono sostenere costi significativi legati alla propria condizione, tra cui:
- assistenza personale;
- fisioterapia e riabilitazione;
- trasporti dedicati;
- ausili e adattamenti;
- assistenza e supporto domiciliare.
Tra le principali agevolazioni e misure per le quali l’ISEE può essere determinante vi sono:
- Accesso alle nuove misure sollievo, misura servizi e misura Pro.Vi.
- Assistenza domiciliare comunale con quota gratis o ridotta
- Centri diurni disabili con quota gratis o ridotta
- Accesso RSA e strutture residenziali
- Trasporto disabili comunale con tariffe agevolate
- Progetto dopo di noi e di vita indipendente.
- Assegno di inclusione.
È quindi importante verificare, per ogni singola prestazione, quale tipo di ISEE sia richiesto e quali siano i limiti e le condizioni previsti.
In particolare, per alcune prestazioni rivolte alle persone con disabilità o non autosufficienti può essere necessario l’ISEE sociosanitario oppure, nel caso di determinate prestazioni residenziali, l’ISEE sociosanitario-residenziale.
ATTENZIONE: avere un ISEE basso non significa automaticamente avere diritto a una determinata prestazione. Ogni misura può prevedere requisiti specifici, oltre a eventuali limiti ISEE. È quindi necessario verificare le condizioni previste per il singolo beneficio e dall’ente che lo eroga.
Conoscere le regole dell’ISEE è fondamentale per non perdere opportunità e sostegni economici previsti per le persone con disabilità. Per questo è sempre consigliabile rivolgersi a un CAF o a un patronato per verificare la propria situazione e presentare una dichiarazione corretta.





