ASSEGNO UNICO e figlio con disabilità: diritti e maggiorazioni

L’Assegno unico universale torna al centro dell’attenzione con l’arrivo della mensilità di settembre 2026, i cui pagamenti sono previsti il 21 e 22 settembre. Per molte famiglie l’accredito è atteso nei prossimi giorni, ma quando nel nucleo familiare è presente un figlio con disabilità, ci sono alcune regole specifiche da conoscere.

È importante sottolineare che l’Assegno unico non è una pensione di invalidità e non sostituisce le prestazioni assistenziali riconosciute alla persona con invalidità civile. Si tratta di una prestazione destinata al sostegno delle famiglie con figli a carico, con regole specifiche quando il figlio presenta una condizione di disabilità.

Per chi assiste un figlio con disabilità è quindi importante verificare non soltanto la data dell’accredito, ma anche l’importo effettivamente riconosciuto, soprattutto se nel corso dell’anno sono cambiate le condizioni del figlio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della prestazione.

Figli con disabilità: l’Assegno unico può spettare anche oltre i 21 anni

In generale, l’Assegno unico viene riconosciuto per i figli a carico fino ai 21 anni, purché siano rispettate le condizioni previste dalla normativa.

Per i figli con disabilità, invece, l’Assegno unico può essere riconosciuto senza limiti di età. Si tratta di una regola particolarmente importante per le famiglie che continuano a sostenere economicamente un figlio adulto con disabilità.

Va però fatta una precisazione: le specifiche maggiorazioni previste in base al grado di disabilità sono riconosciute per i figli con disabilità di età inferiore ai 21 anni. Il fatto che l’AUU possa continuare anche dopo i 21 anni non significa quindi che queste maggiorazioni continuino automaticamente per il figlio adulto.

Quanto spetta nel 2026 per un figlio con disabilità

Per il 2026 l’importo base dell’Assegno unico viene determinato principalmente in funzione dell’ISEE e delle caratteristiche del nucleo familiare.

L’ISEE continua ad avere un ruolo centrale nel calcolo dell’Assegno unico. In assenza di un ISEE valido, l’INPS riconosce l’importo minimo previsto per la prestazione.

Per il 2026 la soglia ISEE massima è pari a 46.582,71 euro.

L’importo base per un figlio minorenne può arrivare fino a 203,80 euro al mese per le famiglie con ISEE fino a 17.468,51 euro.

L’importo minimo è invece pari a 58,30 euro al mese per chi ha un ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro oppure non presenta l’ISEE.

A questa somma possono però aggiungersi le maggiorazioni legate alla disabilità, quando sono presenti le condizioni previste.

Per il 2026 per un figlio di età inferiore a 21 anni sono previste maggiorazioni:

  • 122,30 euro in condizione di non autosufficienza;
  • 110,60 euro con disabilità grave;
  • 99,10 euro con disabilità media.

La maggiorazione si aggiunge all’importo base dell’Assegno unico quando sono presenti le condizioni richieste dalla normativa.

per un figlio con disabilità che ha più di 21 anni, l’Assegno unico continua a essere riconosciuto senza limiti di età. La quota spettante è determinata in base all’ISEE: 

  • 203,80 € con ISEE fino a 17.468,51 €
  • importo progressivamente decrescente con ISEE intermedio
  • 58,30 € da 46.582,71 € di ISEE o senza ISEE 

Cosa controllare prima del pagamento di settembre

Per chi già percepisce l’Assegno unico, nel 2026 non è necessario presentare una nuova domanda se quella precedente risulta accolta e non è decaduta, revocata, rinunciata o respinta. L’INPS ha infatti confermato la continuità delle domande già accolte.

Rimane però necessario comunicare all’INPS eventuali variazioni della situazione familiare che incidono sulla prestazione, per esempio quelle relative al numero dei figli o alla loro situazione.

Per le nuove domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno di ciascun anno, l’Assegno unico spetta con gli arretrati a partire dal mese di marzo. Per le domande presentate dopo il 30 giugno, invece, l’Assegno unico decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

È inoltre importante ricordare che l’ISEE deve essere aggiornato ogni anno per ottenere l’importo spettante in base alla propria situazione economica. In assenza di un ISEE valido, l’Assegno unico viene infatti riconosciuto negli importi minimi previsti.

Per qualsiasi dubbio sull’Assegno unico, sugli importi spettanti o sulle maggiorazioni previste per i figli con disabilità, è possibile rivolgersi a un CAF o a un patronato per ricevere assistenza. In particolare, il CAF può fornire supporto per la predisposizione dell’ISEE, mentre il patronato può assistere nella presentazione della domanda di Assegno unico.

Hai dei dubbi? Non esitare a contattarci! Siamo a disposizione per chiarire i tuoi dubbi e aiutarti a capire quali sono i passaggi da seguire, dalla compilazione all’invio della domanda.