CENTRI ESTIVI E DISABILITA’: partecipare è un diritto, non una concessione


L’estate è arrivata, le scuole sono finite, e molte famiglie ogni anno si trovano di fronte alla stessa scena: dover iscrivere un figlio o una figlia con disabilità a un centro estivo. Spesso però non è così semplice, diventando un vero problema, un percorso pieno di ostacoli.


Eppure la regola è una sola: la convenzione ONU afferma che i bambini con disabilità devono poter partecipare ai centri estivi come tutti gli altri.
Non si tratta di un gesto di cortesia o di buona volontà.
Si tratta di un diritto tutelato dalla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dalle norme italiane contro la discriminazione.


COSA DICE IL DIRITTO:


I bambini devono poter partecipare alle attività ricreative, culturali e sportive alle stesse condizioni degli altri, con il supporto necessario per rimuovere le barriere che impediscono una partecipazione reale. In Italia, la Legge 67/2006 tutela le persone con disabilità da comportamenti discriminatori, anche quando questi si presentano come scelte organizzative apparentemente neutrali.


Questo significa che un centro estivo non può limitarsi a dire “non siamo attrezzati” o “non abbiamo personale”. Se il servizio è aperto alla collettività, deve essere pensato e organizzato in modo da non escludere chi ha bisogno di supporto.


COSA NON PUO’ FARE UN CENTRO ESTIVO:


Un centro estivo non può rifiutare l’iscrizione di un bambino solo perché ha una disabilità, tanto meno chiedere alla famiglia di farsi carico da sola dell’assistenza pretendendo un costo aggiuntivo, giustificandolo con la necessità di dedicargli maggiore attenzione.

L’esclusione in ogni caso è una forma di discriminazione.
La partecipazione deve essere piena, non parziale, salvo casi specifici e motivati da reali esigenze del minore stesso.


Se il centro pone ostacoli o pretende costi extra, la famiglia può rivolgersi al comune, al centro antidiscriminazione competente o ad associazioni di tutela. LEDHA, ad esempio, offre supporto e consulenza nelle situazioni di discriminazione legate alla frequenza dei centri estivi.

Garantire centri estivi inclusivi significa riconoscere che il gioco, la socialità e il tempo libero non sono accessori della vita di un bambino. Sono parte della sua crescita, del suo benessere e della sua dignità.
Un centro estivo davvero educativo è un centro che accoglie tutti, perchè l’inclusione non si chiede come favore: si pretende come diritto, e conoscere i propri diritti è il primo passo per difenderli.

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