PROGETTO DI VITA per le persone con disabilità: requisiti, domanda online e cosa cambia con la riforma

L’INPS ha pubblicato i Messaggi n. 2550 e n. 2551 del 4 agosto 2026, con cui dà ufficialmente il via alla nuova procedura telematica per la richiesta del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, previsto dalla riforma della disabilità introdotta dal decreto legislativo n. 62/2024.

Attraverso il nuovo servizio SISDA, Trasmissione istanze per il Progetto di vita, i cittadini possono presentare online la domanda all’INPS. La documentazione viene quindi inoltrata all’Ambito Territoriale Sociale competente, che avvia il procedimento di valutazione e coordina gli enti e i servizi coinvolti fino alla definizione del progetto personalizzato.

L’obiettivo della riforma è superare la frammentazione degli interventi, mettendo al centro la persona con disabilità e coordinando i servizi erogati da Comuni, ATS, ASL e dagli altri enti coinvolti. 

Cos’è il Progetto di vita

Il Progetto di vita rappresenta uno degli strumenti più innovativi della riforma della disabilità.

Non si tratta di una prestazione economica né di un nuovo bonus, ma di un percorso personalizzato costruito sulla base dei bisogni, delle aspirazioni e degli obiettivi della persona con disabilità.

Attraverso una valutazione multidimensionale vengono individuati e coordinati gli interventi necessari a favorire:

  • autonomia;
  • inclusione sociale;
  • istruzione e formazione;
  • inserimento lavorativo;
  • assistenza sanitaria e sociosanitaria;
  • sostegno abitativo;
  • partecipazione alla vita della comunità.

Il progetto dovrebbe quindi riunire, in un percorso unitario, interventi che spesso vengono programmati separatamente da servizi e amministrazioni diverse.

Chi ha diritto a richiedere il Progetto di vita

In particolare, la domanda può essere presentata:

  • dalle persone già in possesso di una certificazione di disabilità ai sensi dell’articolo 3 della Legge n. 104/1992 anche se ottenuta prima dell’entrata in vigore della riforma della disabilità
  • dalle persone che ottengono il riconoscimento della condizione di disabilità attraverso la nuova valutazione di base introdotta dal decreto legislativo n. 62/2024. 

Inoltre, non è necessario che la certificazione riporti la condizione di “gravità” (art. 3, comma 3 della Legge n. 104/1992).

È importante precisare che il possesso della Legge 104 o di un verbale di invalidità civile non comporta automaticamente l’approvazione del Progetto di vita.

La domanda rappresenta infatti l’avvio di un procedimento durante il quale verranno valutate le esigenze della persona per definire gli interventi più adeguati.

Al momento il servizio SISDA per la presentazione delle domande da parte dei cittadini è attivo nei territori coinvolti nella fase sperimentale della riforma; negli altri ambiti territoriali si continua ad applicare la normativa vigente fino alla completa attuazione.

Prima dell’invio della domanda, il sistema SISDA effettua automaticamente le verifiche previste dalla normativa.

La residenza: il requisito più importante

Bisogna considerare che il requisito più importante sia risiedere in una provincia in cui è partita la sperimentazione della riforma. Posso aver fatto domanda prima dell’avvio della riforma, ma al momento della richiesta del progetto di vita oltre a rispettare i requisiti per richiederlo devo risiedere in una provincia in cui è partita la sperimentazione.

Chi può presentare la domanda

La richiesta può essere inoltrata:

  • direttamente dalla persona con disabilità;
  • dal genitore, se il beneficiario è minorenne;
  • dal tutore, dal curatore dall’amministratore di sostegno o altro rappresentante legale;
  • da un soggetto delegato nei casi consentiti dalla normativa.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente online attraverso il servizio SISDA– Trasmissione istanze per il Progetto di vita, disponibile sul portale INPS.

Per accedere è necessario autenticarsi mediante:

  • SPID;
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Il sistema verifica automaticamente i dati e i requisiti disponibili prima dell’invio dell’istanza.

  1. la domanda viene protocollata;
  2. l’INPS inoltra la documentazione all’ATS competente;
  3. l’ATS comunica l’avvio del procedimento;
  4. la persona viene convocata per la valutazione multidimensionale;
  5. vengono coinvolti i servizi e gli enti necessari;
  6. viene elaborato il Progetto di vita con la partecipazione della persona interessata;
  7. il progetto viene sottoscritto e viene individuato il responsabile della sua attuazione.

Il servizio SISDA rappresenta quindi il canale telematico predisposto dall’INPS, ma non esclude le ulteriori modalità di presentazione previste dall’articolo 23 del D.Lgs. n. 62/2024, anche in forma libera presso l’ATS, il Comune o altro ente individuato dalla normativa regionale.

Entro quando presentare la domanda

Al momento non è prevista una scadenza per la presentazione delle domande.

L’istanza può essere inoltrata quando il cittadino possiede i requisiti previsti dalla normativa e può accedere alla procedura prevista nel proprio territorio.

Chi ha già ottenuto l’invalidità civile o la Legge 104 può richiederlo?

È uno dei dubbi più frequenti tra i cittadini.

La riforma non esclude chi ha ottenuto il riconoscimento della disabilità prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 62/2024.

Chi possiede già una certificazione rilasciata ai sensi della Legge n. 104/1992 può quindi presentare l’istanza, anche se il verbale è stato emesso molti anni fa e anche se non è stata riconosciuta la situazione di gravità.

Il possesso della certificazione, tuttavia, non comporta automaticamente l’elaborazione o l’approvazione del Progetto di vita. La domanda avvia un procedimento durante il quale l’ATS effettua la valutazione multidimensionale e individua, insieme alla persona, gli interventi più adeguati.

Il solo verbale di invalidità civile, invece, non è sufficiente in ogni caso: occorre verificare la presenza dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla procedura SISDA.

Prima dell’invio dell’istanza, inoltre, il sistema SISDA verifica automaticamente la posizione del richiedente secondo le modalità previste dalla normativa.

Persone anziane con più di 70 anni: cosa prevede la riforma

Momentaneamente, fino a quando non ci saranno aggiornamenti, le persone anziane ultrasettantenni non autosufficienti titolari di indennità di accompagnamento o cecità assoluta non possono aderire al progetto di vita.

Il ruolo di CAF, patronati e associazioni

Un CAF, un patronato o un’associazione di tutela può offrire assistenza nella lettura dei requisiti, nella raccolta della documentazione e nell’utilizzo del servizio telematico. L’assistenza di un CAF o di un patronato non sostituisce la valutazione multidimensionale, che resta di competenza dell’ATS e dei servizi coinvolti.

L’attivazione del SISDA rappresenta un passaggio importante nell’attuazione della riforma della disabilità: la persona può avviare digitalmente il procedimento e gli enti territoriali possono coordinare le diverse fasi, dalla presa in carico fino alla definizione e all’attuazione del Progetto di vita personalizzato.