PRESTAZIONE UNIVERSALE per anziani non autosufficienti: a cosa serve, chi ne ha diritto e cosa succede dal 2027

La Prestazione Universale è una delle principali novità introdotte dalla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.

Il problema che la misura cerca di affrontare è molto concreto.

Quando una persona anziana perde l’autonomia, la famiglia può trovarsi a sostenere costi molto elevati per:

  • una badante;
  • assistenza domiciliare;
  • servizi qualificati;
  • organizzazione dell’assistenza quotidiana.

L’indennità di accompagnamento rappresenta un sostegno importante, ma spesso non è sufficiente a coprire il costo complessivo dell’assistenza.

La Prestazione Universale è stata quindi introdotta con l’obiettivo di sostenere i costi dell’assistenza necessari alla persona anziana non autosufficiente, favorendo, quando possibile, la permanenza nella propria abitazione.

Come è composta la Prestazione Universale?

La Prestazione Universale si compone di due elementi:

  • una componente monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento;
  • una quota integrativa di assistenza fino a 850 euro al mese.

Gli 850 euro rappresentano quindi la quota integrativa di assistenza e costituiscono la principale novità economica della misura.

È importante chiarire che l’indennità di accompagnamento non è stata rinominata Prestazione Universale e continua a essere una prestazione dell’invalidità civile,  non significa che tutti gli anziani che ricevono l’accompagnamento ricevano automaticamente anche 850 euro.

Per ottenere la Prestazione Universale è necessario rispettare specifici requisiti anagrafici, sanitari, economici e assistenziali.

Chi può ottenere la Prestazione Universale?

Per ottenere la Prestazione Universale è necessario rispettare specifici requisiti anagrafici, sanitari, economici e assistenziali.

Nella fase sperimentale, la misura è rivolta alle persone che:

  • hanno almeno 80 anni;
  • sono titolari dell’indennità di accompagnamento;
  • presentano un livello di bisogno assistenziale gravissimo;
  • hanno un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro;
  • non sono ricoverate presso una RSA o altra struttura residenziale similare. 

Non è quindi sufficiente essere anziani e percepire l’indennità di accompagnamento: devono essere presenti tutti i requisiti previsti dalla normativa.

A cosa servono gli 850 euro?

La quota integrativa di assistenza non è un bonus da utilizzare liberamente per qualsiasi spesa.

Gli 850 euro sono destinati a sostenere i costi dell’assistenza e possono essere utilizzati, secondo le modalità previste dalla normativa, per:

  •  pagare un assistente familiare regolarmente assunto, come una badante;
  • acquistare servizi di assistenza non sanitaria forniti da imprese qualificate.

La quota è quindi vincolata alle finalità assistenziali previste dalla misura.

L’INPS può effettuare controlli sulla corretta utilizzazione della quota e sulla documentazione delle spese sostenute. Il mancato rispetto delle condizioni previste può comportare la decadenza dal beneficio.

Fino a quando è prevista?

La Prestazione Universale è attualmente una misura sperimentale.

La sperimentazione è prevista dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026.

Questo non significa che dal 1° gennaio 2027 scompaia l’intero sistema di sostegno alle persone non autosufficienti.

Significa che termina la fase sperimentale della Prestazione Universale così come attualmente disciplinata.

Nel frattempo, la riforma complessiva dell’assistenza agli anziani non autosufficienti continua il suo percorso.

Cosa succede dal 2027?

Dal 2027 si apre una nuova fase nell’ambito della riforma complessiva dell’assistenza alle persone anziane non autosufficienti, con l’obiettivo di sviluppare progressivamente un sistema più strutturato e integrato.

La riforma punta a una maggiore integrazione tra sanità, servizi sociali e assistenza, con una valutazione dei bisogni della persona anziana che tenga conto non soltanto delle condizioni di salute, ma anche del livello di autonomia e delle necessità assistenziali.

Il nuovo sistema è destinato a svilupparsi progressivamente attraverso le successive disposizioni attuative e gli interventi previsti dalla riforma, con un percorso che prosegue anche nel 2028.

Resta quindi importante seguire l’evoluzione normativa per capire come verrà modificata, confermata o eventualmente sostituita la Prestazione Universale dopo la conclusione della fase sperimentale.

Come si presenta la domanda

Puoi rivolgerti al nostro CAF e Patronato: ti accompagneremo in tutte le fasi della procedura, dalla verifica preliminare dei requisiti e della situazione ISEE fino alla presentazione della domanda.